Riflessione su His Dark Materials, serie HBO

Premetto che questa riflessione l’avevo pubblicata qualche mese fa, all’alba dell’uscita della serie in Italia su Sky, sulla pagina Facebook professionale,  e che all’epoca non era ancora stata effettuata un’importante modifica di cui poi troverete commento all’interno dell’articolo.

Queste Oscure Materie (titolo originale: His Dark Materials) di Philip Pullman è una delle saghe di libri che ho adorato di più.
A distanza di quasi 20 anni dalla lettura del primo libro, La Bussola d’Oro (titolo originale: Northern Lights), lo ricordo ancora perfettamente. Rivivo spesso le immagini evocative di questo romanzo. Lessi il secondo (La Lama Sottile) e il terzo libro (Il Cannocchiale d’Ambra) a distanza di circa 10 anni dal primo che non ebbi bisogno di rileggere per riprendere il filo tanto era vivido nella mia memoria ed è ancora così. Gli argomenti trattati sono così attuali e il modo di esprimerli di Philip Pullman è appassionante e coinvolgente. Mai una storia è rimasta così impressa nella mia mente per così tanto tempo.Rivivere le atmosfere dei romanzi in una serie TV così magistralmente realizzata mi dà la pelle d’oca. Le ambientazioni, i personaggi, le atmosfere sono esattamente come li avevo immaginati. Mi sembra di tornare tra le pagine e rivivere le stesse sensazioni di allora.
Ora però vorrei affrontare l’aspetto più tecnico del doppiaggio, che era già ben realizzato per il film La Bussola d’Oro (2007). In effetti ricordo come venisse citato come uno degli esempi di doppiaggio meglio realizzati quando facevo lezione di adattamento cinematografico, non a caso l’adattamento dialoghi e la direzione del doppiaggio è firmata Francesco Vairano (e ho detto tutto).
Anche per questa nuova serie il doppiaggio è ben realizzato. In particolare ho fatto attenzione al lavoro fatto su Iorek Byrnison, l’orso corazzato, uno dei miei personaggi preferiti, apparso proprio nel quarto episodio, andato in onda ieri (8 gennaio 2020). Magistrale. Perfetto. Nessuna scollatura sul labiale. Voce perfetta, come me la sono sempre immaginata.
Tutto perfetto. Però… Sì, c’è un però. C’è una cosa che proprio non capisco e non riesco a mandare giù: perché cambiare sesso a uno dei personaggi?
Hester, il daimon di Lee Scorseby è una femmina (gli uomini hanno daimon femmine e le donne hanno daimon maschi), la doppiatrice originale è infatti l’attrice Cristela Alonzo (e sentendo l’audio originale è inequivocabile che si tratti di una voce femminile), quindi per quale ragione il doppiaggio di questo personaggio femminile è stato affidato a un uomo? Non riesco a comprendere nessuna valida ragione. Non ha alcun senso per me.
La maggior parte delle persone non si accorgerà di questo è non si porrà il problema, ma per un’amante della saga come me, è un dilemma importante.
La mia eterna gratitudine a chi sa darmi risposta (amici operatori del doppiaggio confido in voi).

PS: Come vi avevo annunciato all’inizio, questo articolo era stato scritto non appena la serie era uscita in Italia, a gennaio. Avevo sentito l’esigenza di scriverlo subito dopo aver visto l’episodio 1×04 – L’armatura dove per la prima volta compaiono Lee e Hester, la quale è doppiata da un uomo.
Poi, forse essendosi resi conto dell’errore, o avendo ricevuto lamentele da parte del fandom, che, si sa, ormai ha un certo potere, nell’episodio successivo il doppiaggio è stato poi giustamente affidato a una donna, Gaia Bolognesi. Conseguentemente è stato, giustamente, ridoppiato anche l’episodio 04.
In effetti ora troverete tutti gli episodi con il doppiaggio corretto e Hester ora ha una bellissima voce che le si addice davvero. Beh, come si sul dire: tutto è bene quel che finisce bene!

Per chi non avesse ancora visto la serie, potete trovarla su Sky, nella sezione On Demand. Buona visione!

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